Visualizzazione post con etichetta Social Media Marketing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Social Media Marketing. Mostra tutti i post

venerdì 14 marzo 2014

Google+

Ad oggi ci sono così tante diverse piattaforme di social media disponibili che alcune volte troviamo difficoltà a capire quale Social Network sia più adatto alle proprie esigenze di Business.
E 'chiaro che Facebook e Twitter sono diventati nomi familiari in tutto il mondo, ma per quanto riguarda le altre piattaforme? Dove si collocano in questo mondo in continua evoluzione dei social network?
 
Gli inizi
Facebook è ampiamente accreditato come il primo social network ideale per socializzare sul web dopo che è stato lanciato come un semplice network per studenti universitari. Tuttavia, una volta ricevuto il riconoscimento a livello mondiale, l'adesione è stata aperta a quasi tutti. Il colosso, viene tallonato dal sempre noto Twitter, dando alle persone una piattaforma per pubblicare i loro pensieri in soli 140 caratteri. In Italia, viene usato sempre più da politici e persone pubbliche per informare i propri "followers" sullo stato delle attività ed aggiornamenti in genere. 
In qeusto ultimo periodo, ha iniziato a farsi strada il famoso Google+, la risposta ai social network del gigante Google!  
Google+ viene lanciato nel 2011 crescendo in modo esponensiale e, arrivando a diventare una delle reti principali oggi in uso contando oltre 500 milioni di iscritti. È interessante notare che, nonstante sia la seconda rete più grande a livello mondiale, esistano ancora un numero allarmante di persone che non hanno o non sanno come usarlo. 
 
Diverse categorie
Sebbene Google+ può vantare un gran numero di membri, le statistiche dimostrano che gli utenti spendono poco tempo su questo social network rispetto ad altri copetitor come Facebook che dove gli utenti trascorrono giornate intere. E' una cosa positiva avere molti utenti ma ha poco significato se poi gli utenti non usano la rete sociale.
La cosa importante da ricordare è che Google+ è una piattaforma differente da Facebook o Twitter.
Si tratta di un diverso tipo di piattaforma con un target molto diverso. C'è una linea sottile tra i social media per socializzare e social media per il business, con piattaforme diverse che rientrano in due categorie distinte. LinkedIn è un grande esempio di network professionale che può ancora essere considerato socievole. Si possono incontrare persone, interagire, condividere contenuti e molto altro.
Su una piattaforma come LinkedIn non si vedono foto di neonati, matrimoni, vacanze o altro, tutto è orientato al social business. Spesso si vedono contenuti altamente condivisibili, blog, articoli, offerte di lavoro e addirittura discussioni approfondite con i leader di vari settori differenti. Il fatto è che LinkedIn non sta cercando di competere con Facebook, Twitter o Google+.  
La prospettiva di business
Se si sta cercando di fare business sui canali sociali è essenziale capire le differenze tra le varie piattaforme attualmente presenti in rete. E' importante, sulla base del tipo di business che si sta promuovendo scegliere correttamente i Social Network più adatti. Facebook è ottimo canale dove poter scherzare con i propri clienti. Twitter offre la possibilità di ottenere una comunicazione short (essenziale).
Google+ è un Social completamente diverso. E' probabile che sarai collegato con persone al di fuori dei tuoi soliti "circoli sociali" e questa è la cosa fondamentale da ricordare.
Facebook, in questo momento, può essere anni luce avanti in termini di utenti attivi, ma ha anche al suo attivo otto anni di "progresso". In confronto, Google+ sta recuperando rapidamente ed è attivo da solo un quarto del tempo di Facebook...

mercoledì 11 dicembre 2013

Facebook come strumento di lavoro

Il Web 2.0 ha rivoluzionato totalmente il nostro modo di comunicare, con l'avvento dei Social Network arrivano anche nuovi modi di comunicare, nuove figure, ed un nuovo modo di vendere e suggerire online i prodotti e servizi. Una figura professionale che emerge grazie alla rivoluzione del Web 2.0 è sicuramente il Social Media Manager.

Social Media Manager

Si tratta di una figura che ha come principali attività quelle legate alla comunicazione sociale, ovvero, la comunicazione tramite i Social Network ma non solo! Infatti, Il Social Media Manager è in grado di sviluppare strategie di comunicazione che sfruttano le opportunità del web a 360°; possiamo definirli giornalisti al servizio del marketing e della comunicazione.
Ovviamente, per essere un buon Social Media Manager è importante che ci si aggironi costantemente per avere un buon bagaglio culturale e poter spaziare nelle comunicazioni.
Per fare questo, è fondamentale riuscire a selezionare correttamente le notizie presenti sul web e soprattutto sui canali sociali così da evitare sprechi di tempo e soprattutto una disinformazione.
Ecco perchè il Social Media Managaer deve ricercare ed organizzarsi le fonti d'informazione più consone alla propria comunicazione soprattutto sui Social Network, magari utilizzando i profili di Twitter che sono più dinamici o affidabili o selezionando alcune fan page di Facebook o ricercando in alcuni gruppi di LinkedIn, senza però scartare le tradizionali fonti d'informazione.
In tutti i casi, per essere un buon Social Media Manager non bisogna essere solo un buon comunicatore, ma è fondamentale anche avere buone conoscenze tecniche, soprattutto nel linguaggio presente sui Social Network e nel Web in genere.

lunedì 16 settembre 2013

Usare Twitter come strumento di lavoro


Quando suggeriamo ai nostri clienti di utilizzare Twitter come un vero e proprio strumento di lavoro spesso notiamo nel cliente disapprovazione e disorientamento, alcune volte ci siamo sentiti rispondere: "Ma davvero è possibile utilizzare Twitter come strumento di lavoro? Come si trasmettono informazioni con pochissimi caratteri?". Spesso viene sottovalutato la potenzialità di questo Social Network. Ma come funziona questo Social Network??
Il primo step è: Iniziare a seguire persone e organizzazioni.

Diventare followers di qualcuno significa semplicemente ricevere i loro messaggi chiamati semplicemente "tweets". Ogni volta che la persona invia un nuovo tweet, appare sulla vostra home page in tempo reale. Per iniziare a seguire gli utenti è molto utile lo strumento di ricerca messo a disposizione da Twitter che vi consentirà di ricercare per parole chiave. Una volta trovato gli utenti che vi interessano basterà semplicemente cliccare il tasto "Follow" e si inizierà immediatamente a ricevere i loro aggiornamenti. La parte migliore di Twitter è che non è necessario ottenere il permesso dalla persone che stiamo seguendo, a parte in rare occasioni, pertanto, chiunque su Twitter può seguire qualsiasi organizzazione o persona.
Gli Hash tag

Un valido strumento per eseguire delle ricerche è quello di utilizzare il segno hash tag o come alcuni chiamano il "cancelletto" (#). Il tag hash è il sistema di archiviazione di Twitter che consente di ricercare messaggi per "parole chiave". Facciamo un esempio: Se un utente posta il seguente messaggio: "#Twitter è un valido #socialnetwork dove poter condividere #informazioni" tutti gli altri utenti che cercano #socialnetwork oppure #informazioni o #Twitter, potranno vedere il messaggio condiviso dall'utente e, se interessati, aggiungerlo alla lista dei "Follow". Anche Facebook, ha iniziato ad usare gli hash tag come Twitter.

Twitter ha moltissime potenzialità e quello che vi abbiamo accennato è solo la punta dell'iceberg.

A questo punto non vi rimane che una sola cosa, prendervi 5 minuti del vostro tempo e registrarvi un account gratuito su www.twitter.com e iniziare ad utilizzarlo come strumento di lavoro per condividere informazioni con i vostri "Followers".

Nei prossimi post troverete ulteriori approfondimenti su questo Social Network.

mercoledì 11 aprile 2012

Buzz online

Buzz online AleMar Web
L’attività di monitoraggio della rete, soprattutto dei canali di Social Network e Social Media, si rivela strategica per l’apertura di spazi e consolidamento del mercato in ogni azienda di qualsiasi settore.
Tale attività risulta necessaria soprattutto in quelle aziende dove, a partire dai propri Social Media, si sviluppino delle attività di Buzz Marketing.
Con “Buzz Marketing” si intende un insieme di attività di marketing finalizzate ad alimentare le conversazioni delle persone attorno al brand ed alle sue attività di comunicazione. Il Buzz Marketing è una sorta di passaparola indotto.
L’attività di Buzz è strategica per lo sviluppo aziendale ma le attività che dispiega, specialmente attraverso i Social Media, devono essere attentamente programmate ma, più ancora, costantemente monitorate nei loro risultati.
Ovviamente, il Buzz Marketing non esiste solo on line. Ad esempio, quando si apre un nuovo negozio, una nuova attività o un nuovo punto vendita, usualmente si dà vita ad una “inaugurazione”. L’inaugurazione è un evento di Buzz Marketing, ovvero un’attività – anche non direttamente connessa con il proprio commercio o la propria struttura d’impresa – condotta allo scopo di far conoscere l’attività stessa, che se ne parli etc.
Il Buzz online ha lo stesso scopo, anche se condotto con metodologie, canali ed organizzazioni diverse.
“È come quando si lancia un sasso in un lago: l'impresa lancia il sasso (una notizia riguardante un prodotto, servizio o evento) e quando colpisce l'acqua partono delle onde che si propagano autonomamente (le conversazioni). Ovviamente queste onde non riescono a raggiungere tutto il lago (le persone) ed è pertanto necessario lanciare più volte i sassi in punti diversi." (Dal blog di Daniele Stopponi.)
Il monitoraggio di questa attività è necessario per valutare parecchie cose: il feedback che un brand o una sua strategia riceve, la fama che si fa, la valutazione della strategia (se i punti dove sono state lanciate le pietre, continuando nella metafora di Stopponi, erano corretti o occorre lanciare il sasso in un altro posto) etc.
Tuttavia, sono ancora molto poche le imprese che si affidano a queste attività di Buzz ma sono ancor meno quelle che hanno una struttura adeguata a far fronte alle attività di ascolto on line che il Buzz comporta.
Risulta però evidente ad ogni intuizione che per qualsiasi azienda che intenda fare promozione dei propri prodotti e/o del proprio brend, l’attività di Buzz online e la contemporanea attività di ascolto e monitoraggio della rete risulta imprescindibile.
Ancora una volta, però, siamo di fronte – in Italia – ad un deficit di background tecnologico; se, infatti, sono ancora poche – relativamente ma comunque in aumento – le imprese che si affidano al marketing on line per lo sviluppo della propria azienda, ancor meno sono gli operatori nei settori tecnologici in grado di offrire questo tipo di servizio.

mercoledì 28 marzo 2012

Social Network Dipendenti


Un’indagine condotta nel novembre dell’anno scorso (2011) da Wildfire App su un campione di 700 operatori del settore marketing in tutto il mondo ha messo in evidenza come il 97% degli intervistati ritenga benefico l’utilizzo dei Social Media per la propria attività ed il 75% di essi intenda sviluppare nel corso dell’anno 2012 gli investimenti per la veicolazione dei propri messaggi su questi canali.
Di contro, Ibm risponde con una propria indagine dalla quale risulta che oltre il 50% dei manager aziendali non si ritiene in grado di poter gestire le normative di conformità e la trasparenza aziendale in relazione ai Social Media.
Moltissime aziende impediscono ai propri dipendenti l’accesso a canali di comunicazione quali Facebook, Twitter, Linkedin, Youtube etc. ritenendoli uno spreco di tempo o lo svolgimento di un’attività personale in luogo lavorativo.
Soprattutto nelle aziende pubbliche l’accesso ai Social Media è inibito.
Tuttavia, di fronte agli sviluppi prevedibili del mercato o, piuttosto, del cybermercato, questa tendenza è destinata ad invertirsi.
Una ricerca condotta dalla società di analisi per il mercato Gartner dichiara esplicitamente che entro il 2014 il numero di aziende che inibirà l’accesso per i propri dipendenti ai Social Network calerà di almeno il 20%. In poche parole, non saranno più del 30% le aziende nelle quali, al 2014, sarà vietato l’utilizzo dei Social Network sul luogo di lavoro.
Il numero di aziende che impedisce l'accesso a Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn, Youtube e simili, infatti, diminuisce ad un tasso del 10% l'anno.
È di tutta evidenza la serie di questioni e problematiche che si aprono sotto il profilo aziendale di fronte a questo scenario.
Da una parte sta, infatti, l’opportunità dell’azienda di utilizzare i propri canali di social per sviluppare le proprie attività, contattare i propri utenti, ricevere da loro dei feedback etc. e dall’altra le prevedibili difficoltà per la gestione aziendale interna.
Ad esempio, se i propri dipendenti utilizzano i canali social non si va incontro ad una diminuzione della produttività? Ancora, i canali di Social Network possono essere utilizzati ai fini della competitività interna e del carrierismo producendo fenomeni di cyberbullismo.
Insomma, una serie di problematiche le cui soluzioni sono tuttaltro che semplici ed alla portata di mano. Sono queste difficoltà che fanno ritenere ai manager intervistati da Ibm di non essere in grado di poter gestire la situazione.
Come di fronte a ogni innovazione, le difficoltà dovrebbero essere risolte e non semplicemente ignorate o bypassate con delle proibizioni. Anche perché, spesso, quello che si chiude fuori della porta può rientrare dalla finestra.
Le difficoltà non possono essere bypassate, specie se promettono grandi, nuovi ed efficaci sviluppi per le proprie attività imprenditoriali.
Per adesso, le proposte più ragionevoli vanno nella direzione di sviluppare a livello aziendale delle linee guida per l’utilizzo dei Social Media coerenti con i codici etici della società nel suo complesso e dell’azienda stessa.
Come al solito, quello che è da condannare – e quindi da proibire – non è la nuova tecnologia o l’innovazione in quanto tale ma, piuttosto, l’uso improprio che se ne potrebbe fare.
Il buono o il cattivo, il bello o il brutto, non sta nei Social Network ma solo nell’uso che se ne fa e che non va proibito ma, piuttosto, sviluppato nella direzione di un utilizzo positivo e produttivo.